Uno scorcio di Provenza nell’Appennino Bolognese: la lavanda di Rodiano

L’anno scorso mi ero imbattuta, guardando su Instagram foto relative alla provincia di Bologna (attività che faccio sempre, fonte di grande fonte di ispirazione per piccole gite anche fotografiche) in alcune foto incredibili che ritraevano dei campi di lavanda. Non avevo approfondito, quindi mi era rimasto questo ricordo in un cassettino della mente.

Quando quest’anno ho visto (e sentito) arrivare i primi fiori di lavanda mi si è accesa una lampadina e sono tornata a cercare online dove potesse esserci stato quel campo meraviglioso di lavanda qui vicino: ho scoperto che si trovava a Madonna di Rodiano, un piccolissimo paesino nel comune di Savigno sull’Appennino Bolognese. Non mi sono riuscita a trattenere molto e alla prima occasione, in dolce compagnia, ho puntato il navigatore con direzione: “meraviglia viola e profumata di lavanda”! 😉

Da Bologna per arrivarci si impiega circa un’oretta di auto, ma già la strada è un’avventura a partire da Savigno paese, poiché si erpica con strade ripide e strette, tra le colline dell’appennino bolognese, regalando, qui e lì, scorci panoramici spesso contornati da campi di grano e prati verdi. Arrivati al paese l’avventura inizia davvero per scovare questo tesoro: il campo di lavanda è infatti proprietà privata dell’Azienda agricola Biologica Val di Pozzo, quindi dovrete contattare il proprietario per visitarlo. Sebbene io lo avessi fatto non ci sono poi indicazioni, quindi chiedendo a qualche auto che passava di persone del luogo, cammina cammina, in mezzo al nulla, ci siamo arrivati! Vi dico che sono rimasta senza parole per un bel po’!

Una visione da togliere il fiato, vero? Immersa in questo scenario,  mi sono sentita davvero come dentro a un sogno romantico 💜

La cosa super piacevole è stata poi parlare con il proprietario, il Sig. Vittorio, che per la sua pensione ha deciso di traferirsi qui con sua moglie dal centro di Bologna e iniziare una nuova vita all’insegna della natura! La scelta di coltivare la pura lavanda officinale (diversa da quella comune che si vede sempre e che in realtà è la pianta volgare, chiamata anche “lavandino”) è anche nell’ottica di preservare questa area particolare dell’Appennino, che si trova all’interno di un Sito di Interesse Comunitario (SIC).

Questa piccola valle infatti ha una conformazione a cucchiaio naturale e sorge in un terreno incontaminato che non riceve alcun tipo di trattamento, dove vivono particolari piante e animali per la quale la lavanda ha il suo ruolo preciso in quell’ecosistema.

Vittorio, nel racconto delle sue motivazioni, mi ha davvero conquistata per il suo amore per la sua terra e la natura. Mi ha inoltre spiegato tutte le proprietà di questo tipo di lavanda e ho scoperto davvero un mondo! Si possono comprare da lui anche dei prodotti che l’erboristeria locale ha cominciato a produrre con la sua lavanda… vi consiglio l’olio essenziale che sto già usando e che funziona davvero!

Leggendo ho poi scoperto anche che la lavanda veniva utilizzata sin dai tempi antichi per la realizzazione di talismani e incantesimi d’amore, oltre che per profumare l’acqua delle terme utilizzata per bagni rilassanti e ristoratori.

Secondo il linguaggio dei fiori, la lavanda è associata al ricordo, piacevole, di un amore passato: un’interpretazione che porta con sé un’impronta di nostalgia e solitudine. A me piace molto questa interpretazione e credo sia davvero quella che più sento mia… il suo colore, il suo profumo, hanno un qualcosa di malinconico/romantico… non credete anche voi?

Che dirvi… segnatevi questo indirizzo per la prossima fioritura (avviene di solito verso fine giugno)!

Per raggiungere questo luogo magico potete contattare direttamente il proprietario Az. Agricola Biologica Val di Pozzo ([email protected]) oppure l’ Associazione Fioritura lavanda Bologna APS Amici dei Parchi di Monteveglio e dell’Emilia” che organizzano nel periodo della fioritura meravigliose escursioni guidate!

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